Il Riccometro si sta rilevando più pericoloso del Redditometro, il nuovo Isee infatti non lascerà scampo ai proprietari di casa. Paradossale ma chi ha una casa di proprietà oltre ad aver pagato l'Imu, a dover molto probabilmente ancora terminare di pagare il mutuo, si vedrà escluso anche dai servizi offerti dal Welfare.

Il Riccometro, una rivisitazione dell'Isee, nato con lo scopo lodevole di scovare i "finti poveri" che fruiscono senza diritto di prestazioni sociali agevolate, riducendo così le possibilità di accesso alle stesse prestazioni a coloro che hanno reale bisogno. In realtà rischia di escludere i veri poveri, quelli con redditi bassi, magari pensionati, che hanno una sola "colpa": essere proprietari di casa. A lanciare l'allarme su questo preoccupante paradosso è la Uil che ha realizzato uno studio per la Stampa, i pensionati e i dipendenti che hanno una casa di proprietà vedrebbero un' impennata del reddito Isee, ossia il parametro preso in riferimento dal riccometro, che permette alla persone sotto una certa soglia di poter accedere a molte prestazioni del Welfare.

Riportiamo qualche esempio: un pensionato con assegno da 14 mila euro lordi l'anno e una casa di proprietà con rendita catastale di 600 euro, vedrà, secondo i calcoli del riccometro, impennare l'Isee di circa 6000 euro, valore che gli comporterà quindi l'esclusione da molte agevolazioni e servizi, quali l'assistenza domiciliare, il pagamento delle rette per la casa di riposo, bollette telefoniche ridotte, oltre a servizi gratuiti per disabili e telesoccorso.

A rischio anche un lavoratore dipendente con reddito di circa 20 mila euro, sposato, con un figlio e con casa di proprietà con rendita catastale pari a 600 euro: anche in questo caso l' Isee, a causa delle nuove rendite catastali rivalutate al 60% dall'Imu, salirà di oltre 1300 euro.

A guadagnare dal Riccometro saranno tutti coloro che vivono in affitto e che vedranno invece il loro Isee scendere di parecchio, potendo così beneficiare, a scapito di chi è proprietario, di asili comunali, sostegno scolastico, assegni di maternità e sconti sulle bollette.

Considerando che secondo il rapporto "Gli immobili in Italia 2011" l'abitazione tipo in Italia e' grande circa 115 metri quadrati e quasi l'80% delle famiglie possiede la casa dove vive, pensate a quante famiglie rischieranno di non poter più usufruire delle agevolazioni fornite dal Welfare. Il rapporto stila altresì che l'80% sia effettivamente una quota alta a confronto con il panorama internazionale.

Temiamo che dopo l'Imu e questa novità del Riccometro ci sarà una notevole diminuzione negli acquisti delle case, speriamo almeno che le persone non decidano di vendere.