La crisi del mercato immobiliare ha investito in pieno il nostro Paese, sono ormai cinque anni che si registra un crollo delle compravendite.

Un problema che preoccupa molto "gli addetti ai lavori" che devono gestire un'alta disponibilità di case a fronte di un calo netto delle vendite. Sembrerebbe che non si consideri più la seconda casa come un risparmio e come un investimento, ma come un bene che rischia di "prosciugare" i già ridotti portafogli degli italiani. Se poi aggiungiamo tutti coloro che non riescono, a causa delle elevate garanzie richieste dalla banca, ad ottenere un mutuo per comprare la prima casa, ecco spiegato, almeno in parte, da un lato l'incremento dell'offerta e dall'altra la riduzione drastica della domanda.

Solo nel 2012 le vendite si sono ridotte del 25% ed è crollata anche la richiesta dei mutui. A fronte di un cambiamento così radicale è comprensibile che i professionisti del settore vaglino delle proposte alternative all'acquisto con mutuo cercando di invogliare nuovi acquirenti che a causa delle scarse finanze faticherebbero ad accostarsi alla proprietà.

Uno dei prodotti più richiesti in questo periodo risulta essere l'affitto con riscatto. Si tratta di sottoscrivere un contratto in cui l'inquilino si impegna da subito a comprare la casa, in cui trascorrerà un certo numero di anni in affitto, potendo poi scalare dalla cifra totale dell'immobile, pattuita col venditore, le somme già versate mensilmente.

I vantaggi per l'inquilino sono il non dovere elargire subito il denaro per l'acquisto della casa e il non dover stipulare alcun mutuo con banche e finanziarie, aspettando un momento economico migliore, oltreché avere la possibilità di non "gettare" nel canone i soldi versati, ma divenire un po' alla volta proprietario di casa.

Detta così sembrerebbe una panacea per tutti gli affittuari, in realtà l'affitto a riscatto tra privati presenta anche degli svantaggi. In primo luogo i canoni sono mediamente più alti del 15% rispetto a quelli normali, inoltre in un momento in cui calano i prezzi degli immobili, si rischia di stipulare un contratto di vendita oggi per un bene che si pagherà domani, rischiando di pagare dal 5 al 20% in più rispetto a quanto avremmo probabilmente pagato in futuro. Altro aspetto importante è che spesso alla stipula del contratto non si coinvolge il notaio, rischiando che vengano meno la corretta individuazione e classificazione dell'immobile e della proprietà

Una soluzione quindi, che per quanto sia da tenere in considerazione, presenta ancora dei limiti, che devono portare l'acquirente a riflettere bene sulla soluzione più idonea alle proprie esigenze.