La FIAIP (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali) ha diffuso i dati relativi alle compravendite immobiliari perfezionate in Italia nel 2012. Il report immobiliare urbano FIAIP 2012. Nello scorso anno i prezzi delle abitazioni hanno subito un calo percentuale del 11,98%, e le compravendite del 11,22%. Questi dati suscitano ancor più preoccupazione se rapportati ai dati complessivi dell'ultimo quinquennio. Da quando ha avuto inizio la crisi (2008), il volume complessivo degli scambi immobiliari ha subito un decremento del 40%, mentre in media il valore degli immobili è sceso del 25%. Le stime di FIAIP per il 2013 parlano di una tendenza ad un ulteriore ribasso dei prezzi degli immobili e del numero di compravendite effettuate.

Gli immobili invenduti nel 2012 sono stati circa 1,2 milioni e fra le cause principali di ostacolo alle compravendite viene individuato, dal presidente delle Federazione Agenti Immobiliari, Paolo Righi, il livello sempre più insostenibile della pressione fiscale sugli immobili, definito "il più alto d'Europa".

Il presidente del Centro studi FIAIP, Mario Condò, cerca di sollevare il mercato immobiliare, spargendo ottimismo: "la propensione all'acquisto resta alta e c'è una fortissima domanda di locazioni, a medio-lungo termine il mattone rende e batte qualsiasi altro tipo di investimento".

Veniamo ad una analisi del calo dei prezzi degli immobili: il calo generale medio, come detto prima, è stato del 11,98%. Vi sono però città nelle quali si va al di sopra della media generale: Perugia -17,13%, Roma -15%, Palermo -14,36%, Milano -14,23%, Cagliari -14%, Torino -13,75%, Bologna -13,74%, Napoli -13,00%, Siena -12,86%, Udine -12,83%, Genova -12%. Le città che hanno subito il calo percentuale più contenuto nel prezzo degli immobili, ben al di sotto della media nazionale, sono invece: Taranto -2%, Avellino -5,75%, Firenze -8%, Venezia -8,43%.

Se il volume delle compravendite è in discesa, ovviamente si registra un aumento delle locazioni: +3,21%. Una fotografia della generale crisi di liquidità viene dalla tipologia di immobile preso in locazione: la maggior parte delle locazioni stipulate riguarda difatti bilocali (37%) o trilocali (36%).