Forse saranno in pochi a poterselo permettere, perché oggi comprare una casa è un investimento molto duro da sostenere. Eppure mai perdere la speranza, un giorno, di sentire quelle mura come proprie e chiamarla "casa", dove si vive per l'appunto, tra quelle calde quattro mura pagate con il lavoro. Ma quali sono le spese "ordinarie" per avviare l'acquisto di una casa? E c'è la possibilità di risparmiare qualcosa? Ecco qui una piccola sintesi pronta per l'uso.

Il catasto e le imposte. Un immobile necessita di essere registrato in un catasto ordinario, altrimenti risulterà come abitazione inesistente! E per farlo bisogna versare una percentuale. Esattamente si tratta del versamento dell'imposta di registro catastale, che corrisponde al 3% del suo valore. Oltre al versamento di un'imposta fissa di 168 euro, c'è un'altra imposta ipotecaria fissa da versare, ma la situazione cambia se chi vende l'immobile è un cittadino o un impresa.

Non comprare immobili inferiori ai quattro anni. Le case nuove di zecca costano di più se le comprate nei primi anni a partire dalla loro costruzione o ristrutturazione. La legge infatti prevede che il corrispettivo versamento dell'Iva sia al 4%. Inoltre le imposte da pagare aumentano, esattamente 3 per 168 euro tra imposta di registro, imposta ipotecaria e imposta catastale. Quest'ultima infine dovrà essere versata immediatamente dal notaio quando l'atto verrà registrato. Se invece chi vende l'immobile è la stessa impresa, ma la costruzione e/o ristrutturazione è avvenuta quattro anni prima della firma del rogito, non è previsto il pagamento dell'Iva. Quindi rimarrebbero solo da pagare l'imposta del catastale (al 3% e non al 4%) più le due imposte.