Tutti alle prese con una richiesta di mutuo ci siamo trovati di fronte alla solita domanda/consiglio: "le consiglierei caldamente di abbinare all'accensione del mutuo la stipula di un'assicurazione sulla vita". Ci sono casi in cui può essere caldeggiata e riguarda il caso in cui venga compresa nel taeg (tasso annuo effettivo globale).

Il decreto "salva Italia" ha introdotto delle novità in termini di polizze e mutui. Nel caso dell'imposizione della polizza, la banca deve proporre al cliente almeno due preventivi di compagnie diverse non riconducibili alla banca stessa (articolo 28 del decreto legge 24/01/2012). La modifica del decreto si è resa opportuna perché le banche tendevamo diffusamente a proporre la polizza della compagnia assicurativa di cui erano partner. Oggi, il cliente si trova quindi a scegliere tra 3 polizze, quella "fatta in casa" e le altre due.

Il cliente po' comunque scegliere un'altra compagnia al di fuori da quelle proposte dall'ente creditizio entro il termine di 10 gg lavorativi. Nel caso di un cliente con una polizza vita già attiva, la banca può valutarne la copertura della stessa in linea con l'importo del mutuo erogato. In ogni caso, l'intermediario finanziario può non accettare la stipula precedente e abbinare al cliente una polizza più calibrata.

Difficile è l'accettazione da parte della banca di polizze sulla vita fornite dal datore di lavoro perché legate al rapporto di lavoro e quindi a rischio di decadenza. Dal momento che la dottrina fa sempre fatica ad intervenire con delle precisazioni chiare, è buona norma che il clienti valuti la convenienza della polizza e la congruità della copertura. In questo caso internet fornisce una straordinaria vetrina di soluzioni e di confronti, per la serie, fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.