In teoria questa soluzione per i ragazzi che volevano investire nel mattone si presentava con le migliori intenzioni, soprattutto perché era l'unica iniziativa statale rivolta esclusivamente agli under 35, categoria spesso messa da parte dal mondo finanziario e con scarse possibilità di accedere al mercato dei mutui. Nella realtà, invece, si è presto dimostrata un flop: la maggior parte degli istituti di credito non hanno dato esito positivo alle domande inoltrate dalle giovani coppie che vedevano nel Fondo di Garanzia una delle poche soluzioni - se non l'unica - per coronare il sogno di una casa di proprietà.

Ma cosa prevedeva il Fondo? La copertura di 75.000 euro di massimale su un mutuo di 200.000 euro, per l'acquisto di immobili che presentassero determinati requisiti come la non appartenenza alla categoria degli immobili di lusso e la metratura massima di 90 m². Inoltre, gli aspiranti mutuatari dovevano presentare, per accedere al Fondo, un reddito Isee non superiore ai 35.000 euro e non più del 50% del reddito complessivo doveva derviare da un contratto a tempo indeterminato.

Dunque nemmeno lo Stato, il più sicuro dei garanti, è stato preso in seria considerazione dalle banche, che in gran parte hanno boicottato la misura dell'ex governo. E non solo: oltre a bocciare le richieste di mutuo provenienti dalle coppie under 35, le banche sarebbero colpevoli - come ci fa sapere un'indagine di Altroconsumo - di non menzionare nemmeno durante i colloqui con le giovani coppie in cerca di mutuo, in ben 62 casi su 71, l'esistenza del Fondo di Garanzia. Una grande occasione mancata per i giovani perché i tassi applicati sarebbero davvero favorevoli: per i mutui a tasso variabile e per le durate uguali o superiori a 20 anni lo spread massimo è dell'1,50%, mentre dell'1,20% per quelli di durata inferiore. Insomma, per i giovani acquistare casa è ancora una mission impossible.