Scade il 31 luglio il termine ultimo per richiedere la sospensione dei mutui, stabilita dall'accordo siglato tra l'Associazione bancaria italiana (Abi) e le associazioni dei consumatori nel 2009 e prorogato per ben tre volte. L'iniziativa, che rientra all'interno del "Piano Famiglie", era nata dall'esigenza di sostenere quei nuclei familiari che, dopo aver sottoscritto un mutuo, si trovano nella condizione di non riuscire più a far fronte al pagamento delle rate.

Stando ai dati relativi al marzo 2012, sono circa 65 mila le famiglie che hanno inoltrato la richiesta, a fronte di 3,5 milioni di mutui. Tra le cause principali ci sono la perdita del posto di lavoro di un familiare, la sospensione del lavoro o la riduzione dell'orario lavorativo per un periodo di almeno 30 giorni o ancora, il decesso o l'insorgere della non autosufficienza del mutuatario.

Ricordiamo che possono beneficiare della sospensione i soggetti che hanno un reddito imponibile non superiore ai 40mila euro o che hanno subito, entro e non oltre il 30 giugno 2012, eventi negativi tali da impedire di far fronte al pagamento delle rate. Tra questi chi ha contratto un mutuo di importo fino a 150 mila euro per l'acquisto, la costruzione o la ristrutturazione dell'abitazione principale, potrà usufruire per 12 mesi della sospensione delle rate. La moratoria è garantita ai clienti che hanno raggiunto i 90 giorni consecutivi di ritardo nei pagamenti, mentre saranno esclusi coloro che già in passato hanno usufruito dell'iniziativa.

Si tratta di un'ottima opportunità per tutte le famiglie in difficoltà, ma che, come ribadito dall'Abi, si concluderà con questa proroga, la terza in tre anni. Dopo luglio, dunque, il "Piano Famiglie" verrà rimesso in discussione, al fine di trovare nuove soluzioni per i mutuatari in difficoltà.