Stando ai dati raccolti dall'EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF, nel primo quadrimestre 2012 la domanda di mutui ipotecari ha subito una contrazione del 46% rispetto al corrispondente periodo del 2011. Se poi si confrontano i dati relativi ai primi quattro mesi del 2012 con quelli degli anni precedenti, si evidenzia che a partire da luglio 2011, in coincidenza con l'aggravarsi della crisi economica, la discesa del numero di richieste è in costante aumento. Inoltre dalle ultime elaborazioni prodotte da CRIF emerge che nel primo quadrimestre 2012 anche i mutui per surroga e sostituzione hanno rappresentato una quota di poco superiore al 2,0% del totale, contro il 9,7% registrato nel I quadrimestre 2011. Nel mese di aprile poi la percentuale è scesa ulteriormente, attestandosi all'1,6%.

La domanda di mutui continua dunque ad essere debole. Le ragioni vanno ricercate nella prudenza delle famiglie italiane che temono di non riuscire a rimborsare il prestito, ma anche nel mercato del lavoro, ancora in grande difficoltà e con un tasso di disoccupazione giovanile che supera il 30% del totale. Per questo anche chi decide di richiedere un nuovo finanziamento per l'acquisto dell'abitazione, lo fa con maggiore prudenza, preferendo classi di durata più lunghe e importi più contenuti rispetto al passato.

In particolare nello stesso periodo preso in considerazione da CRIF, la classe di durata preferita è stata quella compresa tra i 25 e i 30 anni, raggiungendo una quota pari al 31% del totale, mentre le fasce di importo più diffuse sono quelle fino ai 100.000 euro, a scapito di quelle di entità superiore. L'importo medio dei mutui erogati è sceso, ad esempio, a Roma dello 0,9%, a Milano dell' 1,9%, a Napoli dell'1,5%, a Palermo dell'1,5% e a Bologna dello 0,5%. Fanno eccezione solo Genova, dove l'importo medio resta stabile, e le città di Torino e Firenze, dove si evidenzia un aumento rispettivamente del 2,9% e del 2,4%. Valori comunque troppo esigui per riuscire ad invertire la dinamica in atto e rivitalizzare il mercato del credito alle famiglie.