Gli italiani sono sempre più poveri, anche se il loro livello di indebitamento risulta essere ancora piuttosto contenuto. Allo stesso tempo il tasso di crescita dei mutui è risultato in diminuzione. Questo è quanto evidenziato dall'ultimo rapporto sulla stabilità finanziaria del Paese condotto da Banca d'Italia.

L'analisi di Bankitalia ha rilevato che nei primi 9 mesi del 2011 la richezza netta delle famiglie italiane è diminuita, a causa dell'abbassamento dei prezzi delle attività finanziarie, mentre la ricchezza reale è rimsta stabile. Dal rapporto emerge anche che, vuoi per un atteggiamento di produenza, vuoi per il ricorso ai precedenti risparmi, l'indebitamento non sia però aumentato in modo preoccupante, come è accaduto invece in molti altri Paesi.

Anche il mercato immobiliare, nonostante l'anno caratterizzato dal segno meno, non sembra si sia trovato in una situazione eccessivamente preoccupante. Secondo quanto si legge nel rapporto, infatti, i prezzi delle case sono rimasti stabili, per cui non si profila il rischio di una bolla immobilare. Tutto questo, però, a fronte di un continuo calo della compravendita e della conseguente richiesta di mutui, la cui crescita è diminuita, pur rimanedndo positiva.

Il rapporto evidenzia anche che non si prevede un miglioramento della situazione per tutto il 2012: l'ulteriore "calo dei redditi e la leggera risalita dei tassi" saranno due fattori determinanti che porteranno a un altro calo della richiesta. Il mercato dovrebbe riprendere a crescere solo nel 2013. Solo a fine anno, quindi, si avrà una ripresa che, dicono i tecnici di Bankitalia, "rifletterebbe il lento miglioramento dell'attività produttiva e il connesso aumento del fabbisogno finanziario".