Gli effetti della crisi si fanno sentire non solo nel settore dei consumi generici, ma anche in quello dei beni durevoli come il mercato degli immobili. Se un tempo si cercavano appartamenti di medie dimensioni, ora, complice la difficile congiuntura economica che vede un innalzamento dei tassi dei mutui e allo stesso tempo una diminuzione della liquidità disponibile degli italiani, i cittadini sembrano preferire le case di piccola dimensione.

Oltre alle mutate esigenze delle famiglie italiane, che negli ultimi anni appaiono sempre meno numerose, ciò che sembra incidere maggiormente sulle scelte delle case degli italiani, soprattutto nell'ultimo periodo, è soprattutto il fattore economico. La sempre minore disponibilità di denaro liquido, unita alla grossa difficoltà a ottenere dei mutui che per altro hanno dei tassi molto elevati (secondo Bankitalia si è superato il 4,55% a gennaio), fanno propendere verso appartamenti sempre più piccoli che, quindi, hanno anche un costo inferiore.

A incidere su questa tendenza, come ha evidenziato un recente servizio del Tg2, è anche l'aumento dei singles e di molte coppie senza figli che, in particolare nelle grandi città, scelgono appartamenti anche estremamente piccoli di metratura compresa tra i 15 e i 25 metri quadrati. Questi appartamenti, infatti, costano spesso meno di 100mila euro e quindi richiedono dei mutui non troppo onerosi per le tasche dei richiedenti che, altrimenti, faticherebbero a sostenerne uno maggiore.

Nonostante questa situazione del mercato rispecchi la difficile condizione economica attuale, si pensa che anche in futuro ci si orienterà verso appartamenti di piccola dimensione, anche per motivi di risparmio energetico e per una maggiore facilità di rivendita futura.

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