Il 2010 si è chiuso con una lieve ripresa delle compravendite immobiliari, mentre per il 2011 è prevista una contrazione del mercato residenziale: è quanto emerge dal rapporto immobiliare 2011 presentato a Roma dall'agenzia del Territorio e Abi. I dati relativi al primo trimestre di quest'anno saranno disponibili soltanto a giugno, ma "possiamo dire che ci sarà un contrazione delle compravendite", anticipa il direttore dell'agenzia del Territorio Gabriella Alemanno. Secondo Paolo D'Alessandris del Cresme, nel 2011 le compravendite scenderanno dello 0,8%-1% rispetto al 2010. Anche i prezzi dovrebbero subire un calo intorno al 4-5 per cento.

Per quanto riguarda il rapporto 2010, il mercato immobiliare residenziale ha registrato una crescita molto lieve, pari allo 0,5% rispetto al 2009. Una cifra modesta, tanto più se confrontata con i livelli del decennio 1997-2006, che avevano visto una crescita del +80%. L'andamento è stato decisamente positivo nelle grandi città, con una crescita del 6,9% e un fatturato che sale di 7,6 punti percentuali, pari a 24,4 miliardi di euro.

Sul fronte prezzi il 2010 è risultato in linea con l'anno precedente, con una quotazione media di 1.578 euro a mq (+0,1% rispetto al 2009); sono state vendute abitazioni per circa 64 milioni di metri quadrati, +1% rispetto al 2009, con una superficie media per unità abitativa pari a 104 mq circa. Il valore di scambio complessivo è stimato in circa 103,9 miliardi di euro, in crescita del +2,6% rispetto al 2009.

Abi e Territorio hanno presentato anche l'affordability index, ovvero il calcolo della accessibilità all'abitazione da parte delle famiglie: nel 2010 il 51% delle famiglie italiane può sostenere le rate di un mutuo, ossia 13 milioni di nuclei su 23 milioni. Il dato è positivo rispetto al 2008, quando questa percentuale era del 46%, e secondo Abi si spiega soprattutto con la riduzione del costo del credito. I migliori tassi d`interesse (scesi in media dell`1% circa nel 2010) hanno portato i consumatori a richiedere un mutuo ipotecario con più facilità: questo tipo di finanziamento è infatti aumentato del 9,4% circa, con un incremento del capitale erogato complessivamente del 15 per cento.

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