La casa di proprietà è un sogno da rimandare alla pensione. I dati rilasciati dall'Osservatorio Supermoney fotografano il crollo delle speranze: solo il 6% dei finanziamenti online è richiesto da lavoratori atipici o a tempo determinato. Ed in meno di un caso su tre il mutuo è richiesto da under 35.

Un dato era conosciuto: l'Italia non è un paese per giovani e precari. Ma c'è una elemento più inquietante che emerge dagli ultimi dati diffusi dall'Osservatorio Supermoney, il centro di ricerca promosso da Supermoney, il primo portale di comparazione di prodotti bancari come mutui e prestiti, prodotti assicurativi e utilities: i giovani italiani hanno perso la speranza. Non ci provano neanche più a richiedere un mutuo per comprare casa.

Secondo i dati dell'Osservatorio, basati sulle richieste di mutuo inoltrate negli ultimi sei mesi alla divisione confronto mutui casa di Supermoney, solo un mutuo ogni venti è stato richiesto da una persona con contratto di lavoro non a tempo indeterminato. Entrando più nel dettaglio, nel 4% dei casi ci si trova di fronte a utenti con un contratto di lavoro a tempo determinato, a cui sommare il 2% di utenti con un contratto di lavoro definito "atipico". Secondo l'ultimo rapporto Nomisma sulla condizione abitativa in Italia, il 7% delle famiglie con un mutuo acceso ha un capofamiglia in condizioni di lavoro precarie o in cassa integrazione: numeri che trovano quindi una sostanziale conferma nelle rilevazioni dell'Osservatorio Supermoney, i cui dati si riferiscono però alla situazione solo al momento della richiesta del contratto.

Il sapore dei dati non cambia analizzando l'età dei richiedenti: tra coloro che hanno deciso di accendere un mutuo online solo il 30% è under 35. Tra questi la percentuale di mutui accesi da lavoratori con contratti atipici sale al 16% del totale. Si tratta di un numero sensibilmente differente rispetto a quanto rilevato dall'Istat nel suo ultimo studio su Reddito e condizioni di vita. L'istituto di statistiche rilevava infatti come le famiglie e i single sotto i 35 anni che attivavano un mutuo fossero il 54% del totale nel 2008: quasi il doppio del dato online.

Andrea Manfredi, Amministratore Delegato di Supermoney ha spiegato come questo sia l'effetto della crisi che ha investito tra il 2009 ed il 2010 le famiglie italiane. La recessione infatti ha colpito in gran parte proprio i lavoratori non a tempo indeterminato, finendo per pregiudicarne le possibilità di acquisto di una casa. Non è un caso il fenomeno crescente dei genitori che cercano un mutuo per i propri figli.

Anche se i lavoratori atipici e con contratti a tempo determinato che attivano un mutuo sono ancora una piccola percentuale nel mercato, più di una banca si sta muovendo per fornire dei prodotti rivolti a questa clientela: Monte dei Paschi, Intesa San Paolo e ByYou propongono dei mutui diretti proprio a precari e giovani. Manfredi ha sottolineato come si tratti di un segnale positivo, che dimostra l'attenzione crescente del mondo del credito verso una fascia di utenza ad oggi non ancora adeguatamente servita.

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