L'America è ancora in crisi. L'affermazione non è azzardata stando ai dati della scorsa settimana che hanno registrato un calo dell'1,4% sulle richieste di mutui ipotecari negli Usa. Nelle ultime settimane infatti i dati elaborati dalla M.B.A., la Mortgage Bankers Association, hanno evidenziato una notevole perdita per le richieste di contratto sui finanziamenti per l'America e gli acquisti di case sono diminuiti.

In particolare le richieste di mutui casa per l'effettivo acquisto di un immobile sono diminuite del 3,3% nella settimana conclusasi il 17 settembre 2010, mentre la
componente dell'indice relativa alle domande di rifinanziamento è calata dello 0,9%. Il tasso medio sui mutui trentennali è sceso al 4,44% (dal 4,47% della settimana
precedente) ricollocandosi sui minimi dal 1990 toccati a fine agosto (4,43%); quello quindicennale è invece diminuito al 3,88% (dal 3,96%), mentre quello annuale è salito al
6,96% (dal 6,89%).


Dati che danno la cifra di come i problemi economici negli States non siano ancora finiti. Lo ha ribadito anche Paul Volcker, ex presidente della Federal Reserve e
numero uno dell'Economic Recovery Advisory Board della Casa Bianca, ritenendo che un miglioramento del livello dei consumi non può da solo "rimettere in sesto
l'economia americana. Bisogna innanzitutto ridurre il debito". A proposito dei mutui Volcker ha sottolineato che "il mercato dei mutui e' la questione piu' grossa su cui lavorare ora", perchè si comporta "in modo anomalo e dipendente dal Governo".

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