Qualche giorno fa si è parlato della possibilità di sospendere il mutuo casa se insorgono problemi di natura economica od occupazionale, questo grazie all'accordo stretto tra l'Abi e le associazioni dei consumatori lo scorso dicembre.

Ieri l'Associazione bancaria italiana ha aggiornato il "piano famiglie" rendendo noto che nel periodo tra febbraio e giugno 2010 le banche hanno sospeso mutui per 3,2 miliardi di euro a quasi 24mila famiglie che ne avevano fatto richiesta.

La misura, nata dalla necessità di offrire uno strumento immediato di aiuto alle famiglie durante la recessione, è stata applicata a 23.793 contratti di mutuo. La liquidità in più per far fronte alla crisi ha raggiunto una quota pari a 155 milioni di euro che tradotto per ogni famiglia corrisponde in media a 6.800 euro in più. Questi i dati del monitoraggio effettuato.

L'Associazione di Palazzo Altieri nel suo comunicato dichiara che la sospensione dell'intera rata ha interessato il 90% dei casi citati. La causa principale è stata la sospensione dal lavoro o la riduzione dell'orario, mentre tra i "cattivi pagatori" risulta essere la cessazione del rapporto di
lavoro subordinato. La maggioranza delle domande ammesse è stata registrata al nord (58,5%), a seguire sud e isole (22,2%) e il centro (19,3%).

Ogni banca associata all'Abi è tenuta ad aderire all'iniziativa, ma a ciascun istituto è stata lasciata piena libertà di offrire al cliente condizioni migliori rispetto a quanto previsto dall'accordo. Ad oggi hanno offerto condizioni migliorative 172 banche, il 64% del mercato.
Il Piano è partito il 1° febbraio 2010 e i clienti potranno presentare richiesta per attivare la sospensione fino al 31 gennaio 2011 con riferimento ad eventi accaduti dal gennaio 2009 al 31 dicembre 2010.

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