Il mondo dei tassi dei mutui è in movimento. Se il tasso fisso sta registrando un notevole calo, il tasso variabile segue invece la tendenza opposta. L'Irs a 10 anni, l'indice di riferimento per i mutui a tasso fisso, il mese scorso ha segnato un 3,12% mentre l'Euribor, a cui sono ancorati molti dei variabili, è in lento ma costante rialzo da quasi tre mesi, anche se la quota del 3% si prevede non verrà raggiunta prima del 2014.

Buone notizie quindi per il popolo del tasso fisso: l'Irs o Euris è in caduta libera. La spirale virtuosa dei tassi variabili aveva nettamente spostato le preferenze degli italiani verso questa categoria di mutui. Ma ora la situazione potrebbe cambiare. Naturalmente chi ha già sottoscritto un mutuo a tasso fisso non ha alcun vantaggio diretto dalla diminuzione dei tassi, ma può però valutare altre opzioni. Quali? Una surroga oppure la sostituzione e rinegoziazione del mutuo.

La sfera magica dei contratti futuri delinea il destino del tasso variabile. I valori indicano che il cammino verso l'aumento proseguirà nei prossimi anni, ma senza fretta. Il picco del 3% infatti è atteso per il 2014. Secondo le previsioni la spirale discendente dei variabili dovrebbe arrestarsi e cominciare lentamente a salire.

Gli italiani potranno ora optare fra differenti alternative in merito al tasso dei propri mutui casa: fisso, variabile, misto, variabile con tetto.

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