Se l'interesse per il mattone da parte delle famiglie italiane ha registrato un notevole incremento nel primo trimestre del 2010, un altro è il dato che balza agli occhi scrutando le statistiche sui mutui casa accesi a partire dall'inizio dell'anno: la preferenza accordata dagli italiani al tasso variabile piuttosto che a quello fisso.

E' quanto emerge da un rapporto stilato dal Corriere Economia sui dati dell'Ufficio statistiche della BCE al febbraio 2010: molte famiglie italiane scelgono il tasso variabile perché più conveniente rispetto alla garanzia della rata costante. La causa? L'indicizzazione del tasso dei mutui variabili da parte della maggior parte degli istituti di credito italiani all'Euribor, piuttosto che al BCE, più elevato.

L'indagine sui mutui casa ha rivelato inoltre come il tasso fisso in Italia sia tra i più elevati in Europa (quasi 33 euro in più al mese rispetto alla media europea). L'Abi riconduce tale dislivello in termini economici alla concomitanza di svariati fattori: l'incorporazione nel costo del rischio di abbandono da parte del mutuatario, divenuto più frequente grazie all'abolizione delle penali per l'estinzione anticipata; e ancora i costi di copertura e la tutela da parte della banca dal rischio di default delle famiglie italiane.

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