Altro che piccolo è bello. Accendere un mutuo presso un piccolo istituto bancario, una popolare o una cassa di risparmio, può costare oltre 180 euro in più al mese e il 30% in più sul rimborso complessivo. Il dato emerge dall'ultima ricerca Supermoney, il primo portale italiano dedicato alla comparazione dei prezzi, che ha fotografato la situazione dei mutui casa in Italia. Dallo studio risultano più convenienti le offerte delle banche online ma, è questa può essere una sorpresa, anche le grandi banche propongono dei prodotti estremamente concorrenziali.

"Questi risultati sfatano diversi luoghi comuni - spiega Bruno Iambrenghi, Business Development Manager di Supermoney - ma non devono sorprendere. Le uniche banche a poter far fronte ai costi regolamentari crescenti e alle turbolenze del mercato sono o quelle molto grandi, che hanno dalla loro la possibilità di sfruttare economie di scala, o quelle molto snelle che viaggiano online". Penalizzate quindi le banche "di casa" in cui alla possibilità di negoziare le proprie condizioni si accosta spesso la mancanza di trasparenza e, conti alla mano, una rata mediamente più alta.

Nel suo studio Supermoney ha simulato un profilo medio: un trentenne con contratto a tempo indeterminato che vuole acquistare una casa dal valore di 180 mila euro, con un mutuo di 120 mila euro da rimborsare in 20 anni. Nella ricerca sono state prese in considerazione prima le offerte a mutuo a tasso fisso e poi quelle a tasso variabile.

Per quanto riguarda i mutui a tasso fisso è emersa una differenza di oltre 47 mila euro sul capitale da rimborsare tra l'offerta migliore, in questo caso Unicredit, e quella peggiore. Si va così da un minimo di 170 mila euro, con Taeg al 3,81%, fino a un massimo di 207 mila euro da rimborsare, con Taeg al 6,90 %. La rata mensile finisce così per oscillare dai 700 agli 880 euro, con una differenza di ben 180 euro al mese, che in un anno fanno oltre duemila euro.

La situazione cambia poco con i mutui a tasso variabile, mediamente più convenienti ma con oscillazioni interne ancora più sensibili. Tra l'offerta migliore, in questo caso Ing Direct, e quella peggiore ci sono 37 mila euro di differenza sul capitale da rimborsare. Si va così da un minimo di 142 mila euro, con Taeg al 1,75%, fino a un massimo di 179 mila euro da rimborsare, con Taeg al 4,41%. La rata mensile finisce così per oscillare dai 592 ai 727 euro, con una differenza di circa 140 euro al mese, che in un anno fanno oltre 1500 euro.

La variabilità dei prezzi offerti dagli istituti bancari mostra l'importanza di fare la scelta migliore al momento dell'accensione del mutuo. I risultati evidenziano che la rata più bassa, indipendentemente dal tipo di tasso scelto, permette di risparmiare l'equivalente di un mese di stipendio ogni anno. "E' importante che il consumatore - continua Iambrenghi - trovi l'offerta migliore disponibile sul mercato, potendosi basare su dati certi e trasparenti e confrontando tra di loro i prodotti delle banche. Questa ricerca dimostra che fidarsi della banca sotto casa può essere la scelta sbagliata e costare molto cara".