Dall'analisi effettuata dalla Bce risulta che quelle italiane sono le famiglie più svantaggiate nei mutui casa a tasso fisso. Secondo gli studi, infatti, per un mutuo casa di € 100.000 da saldare in 20 anni, in Italia si spendono € 8.000 (pari a € 33 al mese) in più rispetto agli altri paesi europei.

I motivi di questo rincaro sono da rintracciare nell'abolizione delle penali di anticipata estinzione del mutuo, che ha portato le banche ad incrementare i tassi incorporando in essi il rischio di abbandono da parte del cliente, ma anche nei lunghi tempi per le esecuzioni immobiliari e nel ricorso a contratti swap per assicurarsi contro l'oscillazione del costo del denaro, mentre negli altri paesi europei si emettono obbligazioni con tassi inferiori. Per quanto riguarda, invece, i mutui a tasso variabile, questi risultano essere più convenienti in Italia che in Europa.

Prendendo in considerazione il solito mutuo di € 100.000 da estinguere in 20 anni, infatti, i mutuatari italiani spenderanno complessivamente € 5.000 (pari a € 21 al mese) in meno rispetto ai colleghi europei. Questa la ragione per cui gli italiani preferiscono esporsi ai rischi dei tassi variabili piuttosto che affrontare un mutuo casa a tasso fisso. Bisogna però tenere conto del fatto che, mentre in Francia il tetto massimo sopra il quale non si può andare è fissato a poco più del 4%, in Italia questo tetto massimo è del 5,5%.

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